martedì 30 dicembre 2008

Come mai "Anni cupi"?

Be', ho doppiato da poco quelle colonne d'Ercole che sono i quarant'anni e sento ogni giorno di più il bisogno di fare bilanci.

Il tempo passa, e se prima pareva non passare mai, ora sembra sfuggirmi tra le mani bucate alla velocità della luce.

Da giovane credevo che con gli anni aumentasse la saggezza, dunque per così dire l'intelligenza; vedo invece che cresce solo la barba—ogni volta la sento più dura—, mentre la mia mente rallenta, perde colpi: tragicamente dimentico cose. Ma devo essere più preciso: sto dimenticando cose che vorrei riuscire a tenere presenti, e contemporaneamente—in canone inverso—ho sempre dolorosamente davanti a me tutte le mie inadeguatezze, i miei fallimenti, le cose sciocche dette o fatte.

Scriverò dunque giorno per giorno le mie ansie, le mie angosce, insomma i miei pensieri più cupi—nella speranza, come nella Coscienza di Zeno, che scrivere mi aiuti a elaborare positivamente i miei fallimenti.

Spero che lo scrivere mi aiuti, coltivando la mia mente, a migliorare la mia persona, il mio "me" (sì, lo so che tu diresti "migliorare il sé"), perché credo nell'utilità di una ecologia della mente.

Augurami la buona sorte: ne ho davvero bisogno.

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