domenica 25 gennaio 2009

Sfighe di coppia

Noi uomini abbiamo le spalle larghe perché dobbiamo portare il peso
delle lamentele delle femmine.

Cerchi una femmina perché desideri compagnia e calore nelle lunghe
notti d'inverno; ma la donna, anziché sostenerti come tu sostieni lei,
finisce per appoggiarsi tutta a te. E a te tocca essere forte non solo
per te, ma anche per lei.

Così la coppia, anziché dimezzare la fatica e moltiplicare le gioie,
dimezza le gioie e raddoppia la fatica.

E tu diventi schiavo della coppia, poiché non troverai quel coraggio
cattivo che servirebbe per farle notare le sue mancanze. E quello che
doveva essere l'amore diventerà la tua prigione.

E pensare che cercavi solo un po' d'affetto...

L'hai voluta la bicicletta? Pedala, gnocco!

sabato 24 gennaio 2009

Femminilità nel vestire

Mmm... Ma quanto sono belle le donne con le gonne?

Diventa sempre più difficile incontrare per strada una donna
abbigliata in modo femminile nel senso tradizionale, cioè che indossi
una gonna di lunghezza "normale" (né più lunga, né più corta) e la
porti con quella naturalezza che definisce l'essenza della femminilità
nel vestire.

Possibile che sia così difficile esser donne?

Esistere in corpo di donna offre senz'altro una serie di possibilità
affascinanti, ma sfruttare bene quelle potenzialità aggiuntive
richiede probabilmente più cervello di quello posseduto dall'essere
umano quadratico medio.

venerdì 23 gennaio 2009

Le tardone

Che fregatura! Come tutti i maschi della mia età, guardo le ragazzine da cui sono circondato (come si fa a non guardarle? Anche in pieno inverno per riuscire a sbatterti sotto il naso i loro ciccioli vanno in giro mezze nude—saranno ben contenti il ginecologo, l'urologo e il reumatologo tra qualche anno) ma ogni tanto conosco qualche cinquantenne veramente sexy.

Per me, le parti più sexy del corpo di una donna sono il cervello e il sorriso e certe cinquantenni sono davvero affascinanti, non c'è che dire.

Posso solo sperare che anche qualche donna trovi attraente me per il mio cervello e il mio sorriso ;-)

mercoledì 14 gennaio 2009

Insonnia

Darei qualcosa per sapere come mai non riesco a dormire. — Come, non dormi? — No, non dormo.

A sera sono stanco, ho sonno, ho voglia di mettermi a letto. E mi metto a letto. Magari leggo prima di dormire, leggo tanto che quando spengo la luce penso: «Ecco, stanotte mi farò un megasonno, otto ore filate fino alle sette, quando suona la sveglia.»

Ma no, alle due mi sveglio per andare in bagno a far pipì, un'altra volta alle quattro, e se va male alle quattro e mezza sono ancora sveglio e magari anche alle cinque e alle cinque e mezza.

Tormento: girarsi e rigirarsi nel letto, cercando di fare piano affinché non si svegli lei, che senti respirare piano, piano al tuo fianco. Vuoi che lei non si renda, non possa nemmeno rendersi conto del fatto che tu invece sei ben sveglio, con gli occhi spalancati nel buio. Vuoi che lei continui il suo sonno tranquillo, pacifico. Sei felice che lei dorma. Lei ti ha detto altre volte: «Ma leggi pure, accendi la lampadina e leggi, non mi disturbi.» Ma tu proprio non vuoi disturbare quel bel sonno perfetto, rotondo, completo. Lo ammiri e ne sei felice.

Cerchi anche tu di pensare al sonno, ai sogni; cerchi di immaginare cosa può immaginare colui che dorme e sogna: speri così di transitare anche tu in quel mondo beato, lieve, soffuso di pace.

Ma non funziona.

martedì 6 gennaio 2009

Tettine

Ecco una cosa che rimpiango: non aver mai potuto toccare delle tettine giovani, come quelle che vedo ogni tanto per strada sul petto delle sedicenni. Me le immagino dure e puntute e penso: «Chissà che effetto farà poterle sfiorare, toccare, carezzare, palparne la consistenza?»

Ma magari la realtà è tutta diversa? Saranno veramente così sode come me le immagino?

Le uniche tette che veramente mi ha dato piacere toccare, in vita mia, sono state quelle di una ragazza sui ventitre anni. Io ne avevo venticinque e non ero mai stato con una. Ci eravamo conosciuti d'estate, io avevo attaccato bottone con lei sul lungolago e iniziammo a frequentarci. Ci baciammo molto (io adoro baciare) e io iniziai quasi sùbito a esplorarla.

Lei era una ventitreenne cicciottella dal viso estremamente grazioso, mentre io ero alto, sportivo, atletico e curiosissimo. Mi lasciò fare, si lasciò carezzare e palpare e in qualche modo finimmo un giorno in posizione più o meno orizzontale.

Le sue tette erano enormi, non seppi mai la misura ma quella volta che lei fu sopra di me io finii col viso completamente sotto le sue tette e fu una sensazione molto piacevole e stranissima, mai più rivissuta, indimenticabile.

Lei si vergognava a morte del proprio corpo e di quel seno così ingombrante, ma io la trovavo bellissima e l'avrei avuta volentieri come fidanzata. La storia finì perché lei si vergognava—del suo corpo, della ciccia, delle tette e del mio interesse per il suo sesso.

Le tette che conobbi dopo mi sembrarono tutte un po' fiacche, senz'altro poco interessanti. Ancora oggi direi: o belle grosse e gonfie, o piuttosto piccolissime o forse ancora meglio niente del tutto. Del resto, a che servono? Se sono grosse ti ci puoi fare un giro, ma se sono di dimensioni solo medie sono tristi e basta.

Ma insomma, come sono le tettine puntute delle adolescenti?