martedì 6 gennaio 2009

Tettine

Ecco una cosa che rimpiango: non aver mai potuto toccare delle tettine giovani, come quelle che vedo ogni tanto per strada sul petto delle sedicenni. Me le immagino dure e puntute e penso: «Chissà che effetto farà poterle sfiorare, toccare, carezzare, palparne la consistenza?»

Ma magari la realtà è tutta diversa? Saranno veramente così sode come me le immagino?

Le uniche tette che veramente mi ha dato piacere toccare, in vita mia, sono state quelle di una ragazza sui ventitre anni. Io ne avevo venticinque e non ero mai stato con una. Ci eravamo conosciuti d'estate, io avevo attaccato bottone con lei sul lungolago e iniziammo a frequentarci. Ci baciammo molto (io adoro baciare) e io iniziai quasi sùbito a esplorarla.

Lei era una ventitreenne cicciottella dal viso estremamente grazioso, mentre io ero alto, sportivo, atletico e curiosissimo. Mi lasciò fare, si lasciò carezzare e palpare e in qualche modo finimmo un giorno in posizione più o meno orizzontale.

Le sue tette erano enormi, non seppi mai la misura ma quella volta che lei fu sopra di me io finii col viso completamente sotto le sue tette e fu una sensazione molto piacevole e stranissima, mai più rivissuta, indimenticabile.

Lei si vergognava a morte del proprio corpo e di quel seno così ingombrante, ma io la trovavo bellissima e l'avrei avuta volentieri come fidanzata. La storia finì perché lei si vergognava—del suo corpo, della ciccia, delle tette e del mio interesse per il suo sesso.

Le tette che conobbi dopo mi sembrarono tutte un po' fiacche, senz'altro poco interessanti. Ancora oggi direi: o belle grosse e gonfie, o piuttosto piccolissime o forse ancora meglio niente del tutto. Del resto, a che servono? Se sono grosse ti ci puoi fare un giro, ma se sono di dimensioni solo medie sono tristi e basta.

Ma insomma, come sono le tettine puntute delle adolescenti?

Nessun commento:

Posta un commento