Darei qualcosa per sapere come mai non riesco a dormire. — Come, non dormi? — No, non dormo.
A sera sono stanco, ho sonno, ho voglia di mettermi a letto. E mi metto a letto. Magari leggo prima di dormire, leggo tanto che quando spengo la luce penso: «Ecco, stanotte mi farò un megasonno, otto ore filate fino alle sette, quando suona la sveglia.»
Ma no, alle due mi sveglio per andare in bagno a far pipì, un'altra volta alle quattro, e se va male alle quattro e mezza sono ancora sveglio e magari anche alle cinque e alle cinque e mezza.
Tormento: girarsi e rigirarsi nel letto, cercando di fare piano affinché non si svegli lei, che senti respirare piano, piano al tuo fianco. Vuoi che lei non si renda, non possa nemmeno rendersi conto del fatto che tu invece sei ben sveglio, con gli occhi spalancati nel buio. Vuoi che lei continui il suo sonno tranquillo, pacifico. Sei felice che lei dorma. Lei ti ha detto altre volte: «Ma leggi pure, accendi la lampadina e leggi, non mi disturbi.» Ma tu proprio non vuoi disturbare quel bel sonno perfetto, rotondo, completo. Lo ammiri e ne sei felice.
Cerchi anche tu di pensare al sonno, ai sogni; cerchi di immaginare cosa può immaginare colui che dorme e sogna: speri così di transitare anche tu in quel mondo beato, lieve, soffuso di pace.
Ma non funziona.
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