lunedì 15 giugno 2009

Casa vuota

La casa è bella, pulita, ordinata. Faccio un bucato ogni volta che il porta-biancheria-sporca è a pena pieno.

Qui si sta bene: la casa è tranquilla, le finestre son esposte a nord e della torrida estate me ne fo un baffo. In due passi sono in centro della nostra piccola città. Il lavoro è vicino a casa.

La dispensa è fornita, l'appartamento è confortevole, ora ho tanto spazio e nulla turba più il mio amore per l'ordine e la regolarità.

Gli armadi ora sono ordinati, il pavimento è tranquillo. La noia regna sovrana.

Ogni volta che entro in casa, o che penso a "casa", il dolore è straziante: la casa è vuota, la vita non c'è più. Lei non è più qui: lei è altrove, in un altro posto che ora per lei sarà, pian piano, casa.

Non più la casa che è "nostra".

Nulla più è "noi", nostro, tuo E mio.

Nulla, non c'è più nulla. Solo il dolore che ho fatto nascere.

Coglione?

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