Ascolto la radio con gli auricolari e tocco col piede, delicatamente, un piede della mia ormai quasi-ex.
Ieri è tornata dalla Coop con un pacco di scatoloni ripiegati e ha detto che tra sabato e domenica prossimi io, magari, potrei andare a trovare i miei, così lei fa il trasloco nella sua casa nuova.
Le ho proposto più volte di aiutarla, ma lei non vuole.
Siamo stati assieme sei anni.
Io ora ne ho 44 e desideravo tanto una famiglia, ma lei è molto lanciata nella carriera accademica (per il momento come ricercatrice) e si sente ancora troppo giovane per fare dei figli.
Per me il momento peggiore della giornata è verso sera, al crepuscolo. Quando la luce cala, sento dolorosamente la solitudine. Mi ricordo che ho provato questo sentimento per la prima volta verso i diciott'anni, all'inizio dell'università.
In quel momento vorrei sempre avere qualcuno accanto a me, magari dei bambini, così ci facciamo compagnia e non siamo tristi.
Quando la nostra storia iniziò, io avevo 37 anni. A 37 ero un giovane uomo con qualche speranza. Adesso chi mi vorrà più? Troverò un'altra donna abbastanza giovane da poter fare dei figli e abbastanza vecchia da non avere la sensazione di rinunciare a troppe cose nel dedicarsi alla famiglia?
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