lunedì 15 giugno 2009

Solo!

Prima notte da solo nell'ex-nostra casa.

Durante il finesettimana, con l'aiuto dei suoi genitori, lei ha sgomberato le sue cose. E l'ha fatto.

Io ero partito venerdì sera verso casa dei miei, dopo aver cenato insieme a lei e dopo l'ultima passeggiata assieme per la nostra città (è una piccola città). Ho passato questi due giorni dai miei, c'era anche mio fratello con mogliera e i tre bimbi. Che roba.

Stasera dopo cena son tornato e ho trovato l'appartamento ripulito della sua presenza. Lei è sempre stata generosa e anche stavolta mi ha lasciato più di quel che avrebbe dovuto. Direi che non me lo merito. Non mi merito niente.

Nei mesi della sua assenza ho sofferto come un cane: odio la solitudine. Vederla ogni giorno in Skype era una tortura, ma l'ho fatto: volevo esserle vicino, aiutarla per quel che potevo fare.

Quando è tornata speravo che tutto ricominciasse, ma non fu così. La magia era scomparsa, svanita nel passato. Non riuscivo più a desiderarla. Lei ne fu molto umiliata, ma io non sapevo cosa fare, e non lo so neanche adesso. Dovrei chiedere aiuto a un andrologo, o a uno psicologo, o a tutti e due.

Ora è l'una, dovrei essere coricato e cercare di riposare: domani si lavora; ma io non mi sogno di sentirmi stanco. Penso, scrivo.

E chissà lei come sta: se sta dormendo, se ha pianto, se si sta facendo del male?

Gli uomini, che stronzi.

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